Come ho organizzato il mio Cammino di Santiago

Ciao pellegrina,

se ti trovi su questo articolo è perché nella tua anima sta già nascendo una pellegrina, quindi credo sia assolutamente giusto chiamarti così.

Oggi voglio raccontarti come ho organizzato il mio Cammino di Santiago. Ti parlerò della mia esperienza personale, delle scelte che ho fatto e dei passaggi che ho seguito prima della partenza. Non perché siano necessariamente quelli giusti per tutti, ma perché quando stavo organizzando il mio cammino passavo ore a leggere articoli e guardare video cercando di capire da dove iniziare. Alla fine ho preso un po’ di informazioni da una parte, un po’ da un’altra e ho costruito un’organizzazione che fosse adatta a me.

C’era però una differenza enorme rispetto a tutti gli altri viaggi che avevo fatto fino a quel momento. Una differenza che all’inizio mi ha mandato completamente in tilt.

Non c’era niente da organizzare. O almeno, niente rispetto a quello a cui ero abituata.

Io sono quella che crea itinerari dettagliati al minuto, che salva centinaia di luoghi su Google Maps e che arriva in una città sapendo già cosa farà alle 9 del mattino e alle 18 del pomeriggio. Il Cammino invece funziona diversamente. Il Cammino non si programma, si vive.

E così, ancora prima di partire, mi ha insegnato una delle lezioni più importanti che mi porto dietro ancora oggi: non tutto deve essere sotto controllo. Si può vivere anche senza sapere esattamente cosa vedrai, cosa farai, a che ora lo farai e dove dormirai il giorno dopo.

All’inizio questa cosa mi terrorizzava. Poi è diventata una delle cose che ho amato di più.

Quando ho iniziato a organizzarlo avevo già prenotato un viaggio molto più impegnativo: un mese tra Giappone e Corea del Sud. Sarei partita il 16 marzo e, sinceramente, tutta la mia attenzione era concentrata su quello. Per questo tra febbraio e marzo ho iniziato a informarmi sul Cammino senza entrare troppo nei dettagli. Non avevo né il tempo né la testa per farlo. Mi sono limitata a capire quali fossero le poche decisioni davvero importanti da prendere prima della partenza. Adesso le descrivo chiamandole “Tappe” così entriamo subito nel linguaggio del cammino.

La prima è stata il periodo. Ho scelto maggio perché mi sembrava il compromesso perfetto. Volevo temperature miti, tante ore di luce e soprattutto volevo evitare la folla dell’estate senza ritrovarmi completamente sola come potrebbe accadere in inverno. Alla fine è stata una scelta azzeccatissima. Ho trovato un clima ideale per camminare e abbastanza pellegrini da sentirmi parte di una comunità senza però avere la sensazione di essere in un’autostrada umana.

La seconda decisione riguardava la durata.
Quanti giorni volevo camminare? La risposta più sincera sarebbe stata: non lo so.
In realtà non avevo particolari limiti di tempo. Questo è il mio anno sabbatico e avrei potuto concedermi anche un cammino molto più lungo. A decidere è stata la paura.

Era il mio primo cammino e per di più completamente da sola. Non me la sentivo di partire con l’idea di camminare un mese intero e poi magari rendermi conto dopo pochi giorni che non faceva per me. Così ho scelto una durata che mi sembrava abbastanza sfidante ma non spaventosa: due settimane.
Una volta scelti periodo e durata dovevo decidere quale cammino fare.

Qui la scelta è stata molto più semplice perché io volevo il mare.
Così ho scelto il Cammino Portoghese della Costa con variante sulla Senda Litoral e partenza da Porto. Tecnicamente il percorso completo parte da Lisbona ma considerando il tempo che avevo a disposizione, ho preferito partire direttamente da Porto (successivamente parlando con altri pellegrini non ho raccolto feedback particolarmente positivi sul tratto Lisbona-Porto quindi sono contenta della scelta che ho preso).

Inoltre il Cammino Portoghese è considerato uno dei più accessibili dal punto di vista fisico perché presenta pochi dislivelli e secondo me è una scelta eccellente per chi affronta il primo cammino.
A quel punto avevo tutte le informazioni che mi servivano e dovevo semplicemente prenotare il minimo indispensabile per poter partire tranquilla per il Giappone senza pensarci più.

Ho prenotato il volo Catania-Ginevra-Porto e due notti in un ostello trovato su Booking. Cercavo semplicemente una struttura centrale, con buone recensioni e un prezzo basso. Ho pagato circa 16€ a notte e per me andava più che bene. Prima di partire ti consiglio inoltre di acquistare un’assicurazione di viaggio. Io utilizzo sempre Heymondo (non è una collaborazione, la pago regolarmente) e mi fa sentire molto più tranquilla.

Poi mi sono dedicata al Giappone. Prima di partire, però, volevo sistemare un’ultima cosa: gli acquisti.

Dedicherò un articolo intero all’attrezzatura e alla mia lista zaino, ma voglio anticiparti una cosa che per me è importante. Non mi piace quando un viaggio diventa una scusa per comprare cose. Ho cercato di capire cosa fosse realmente necessario e ho utilizzato tutto quello che avevo già in casa. Ho comprato soltanto ciò che mi mancava veramente. Lo zaino, ad esempio, l’ho preso su Vinted spendendo molto meno rispetto al nuovo. Per il resto ho cercato di evitare acquisti inutili e costosi.

Quando sono tornata dal Giappone mancava meno di un mese alla partenza e lì ho iniziato a completare la mia piccola lista di preparazione.

Avevo scaricato Buen Camino e Camino Ninja e solo successivamente ho scoperto Gronze. Se oggi dovessi consigliarti cosa usare ti direi senza dubbio Buen Camino e Gronze. Con Buen Camino ho costruito una bozza di tutte le tappe, dividendole in base ai chilometri che volevo percorrere ogni giorno e alla quantità di alloggi presenti in zona. Devo dire che quella bozza è rimasta abbastanza fedele alla realtà, anche se durante il cammino ho modificato qualche tappa.
Gli alloggi invece non li ho praticamente programmati. Li sceglievo giorno per giorno.
Ogni pomeriggio controllavo Buen Camino, Gronze e Booking e decidevo dove dormire la notte successiva. Per tre volte ho dormito negli albergue municipali senza alcuna prenotazione.

A questo punto potresti chiederti se studiare le tappe sia davvero necessario. Secondo me sì, ma senza ossessionarsi.
Una panoramica generale aiuta tantissimo. Conoscere invece ogni minimo dettaglio mesi prima serve a poco. Gronze descrive perfettamente ogni tappa, cosa vedrai, le difficoltà del percorso e i punti di attenzione. Io però leggevo tutto la sera prima. Se lo avessi fatto da casa probabilmente avrei dimenticato metà delle informazioni e mi sarei creata qualche ansia inutile.

Per quanto riguarda l’allenamento fisico non sono stata esattamente una studentessa modello. Fortunatamente il mese trascorso tra Giappone e Corea è stato un allenamento incredibile e mi ha dato una buona base. Nel mese precedente al cammino ho comunque cercato di camminare circa un’ora al giorno con gli scarponi da trekking che avevo deciso di portare. Erano scarpe che avevo già usato in altri viaggi, quindi erano ben rodate, ma volevo abituarmici ancora di più.
L’allenamento più importante, però, è stato quello mentale. La mia paura più grande era quella di crollare mentalmente.
Così ho scritto tutte le paure che avevo prima della partenza. Ho immaginato le situazioni spiacevoli che potevano capitare e ho cercato di trovare una soluzione per ognuna. Ho cercato di prepararmi psicologicamente all’imprevisto. Alla fine il Cammino ha fatto quello che sa fare meglio: mi ha insegnato che ero molto più forte di quanto credessi. E non credo di essere mai stata così serena durante un viaggio.

L’ultima cosa che voglio dirti riguarda la credenziale. Se vuoi puoi comprarla già in Italia presso alcuni centri dedicati ai pellegrini che te la spediscono a casa, ma sinceramente non lo consiglio. Sul Cammino troverai credenziali e conchiglie praticamente ovunque. Io ho acquistato entrambe a Porto il giorno prima della partenza del cammino, durante la giornata che avevo dedicato a visitare la città. Alla Cattedrale di Porto, accanto all’ingresso principale, troverai una piccola porta laterale che sembra la sagrestia (o forse lo era?). È lì che si acquistano sia la credenziale che la conchiglia. Io ho pagato 2€ per ciascuna.

Se stai pensando di partire ma ti senti sopraffatta dall’organizzazione, voglio lasciarti con una riflessione. Probabilmente stai già facendo più del necessario. Il Cammino ti chiederà tante cose: fatica, pazienza, adattamento, fiducia. Ma non ti chiederà mai di essere perfetta. Organizza il necessario, lascia andare il superfluo e poi parti. Il resto, in un modo o nell’altro, il Cammino saprà insegnartelo strada facendo. ❤️

Spero che questo articolo ti abbia aiutata a capire che organizzare il Cammino di Santiago è molto più semplice di quanto sembri.
Se vuoi continuare a prepararti, trovi anche gli altri articoli dedicati al Cammino: dalla lista completa dello zaino alle app che ho utilizzato, fino al racconto dettagliato delle mie tappe. L’idea è accompagnarti passo dopo passo, proprio come farebbe un’amica che quel sentiero lo ha già percorso. (Vivi qui il mio cammino di Santiago)

Buen Camino, pellegrina. 💛

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